OPEX Score La diagnosi finanziaria della tua Partita IVA, in pochi minuti.
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Riservato a titolari di Partita IVA. Inserisci paese e identificativo fiscale.
Le tre domande a cui risponde
Qual è il tuo punto di pareggio
Il punto di pareggio è il fatturato sotto il quale ci rimetti. Si calcola dai tuoi costi fissi e dal margine che resta su ogni vendita, e dice quanti giorni del mese lavori solo per coprire i costi, prima di cominciare a guadagnare.
Come stai rispetto al tuo settore
Un margine del 12% può essere ottimo o preoccupante: dipende da cosa fai. Il confronto con il tuo settore trasforma un numero isolato in un giudizio, senza doverlo chiedere a nessuno.
Quanto devi fatturare per l'obiettivo che vuoi
Parti da quanto vuoi che ti resti a fine anno e il conto si fa al contrario: quanto fatturato serve, a quel margine, dopo tasse e costi. È il calcolo che di solito si fa a dicembre, quando non si può più correggere niente.
Cosa non fa
Non è un gestionale e non emette fatture. Non si collega al tuo conto corrente. Non sostituisce il commercialista, che lavora sul passato e serve: qui la domanda è cosa sta succedendo adesso.
Le domande che ci fanno tutti
Come faccio a sapere quanto guadagno davvero?
Prendi quello che incassi in un mese e togli tutto: materie prime, affitto, stipendi, utenze, commissioni, e le tasse che dovrai mettere da parte. Quello che resta è il guadagno vero, ed è quasi sempre diverso dalla cifra che uno ha in testa. OPEX Score fa questo conto con i tuoi numeri e ti dice la cifra, invece di lasciartela indovinare dal saldo del conto.
Perché il conto in banca non mi dice se sto guadagnando?
Perché il saldo mescola cose diverse: soldi già impegnati, IVA che è dello Stato e non tua, fornitori ancora da pagare, incassi che arriveranno fra sessanta giorni. Un conto che a metà mese sembra pieno può essere vuoto il 16, senza che sia successo niente di strano. Il guadagno è un calcolo, non un saldo.
Qual è il mio punto di pareggio?
È quanto devi incassare in un mese per non rimetterci: il punto esatto in cui i ricavi coprono i costi fissi e quelli variabili. Sotto quella cifra stai lavorando in perdita anche se il conto sembra a posto. Serve saperla prima, non a fine anno: è quella che ti dice se un mese storto è un caso o è diventato la regola.
Quanto devo fatturare per portare a casa la cifra che voglio?
È il conto al contrario: parti da quanto vuoi guadagnare tu e risali a quanto devi incassare. Cambi il prezzo, i costi o il numero di clienti e vedi subito il nuovo numero. È il modo più rapido per capire se l'obiettivo che hai in testa è raggiungibile, o se con i costi di adesso non lo è e va cambiato qualcosa prima.
Non me lo dice già il mio commercialista?
Il commercialista chiude l'anno e calcola le imposte, e fa bene il suo lavoro: lavora sul passato. Qui la domanda è un'altra — questo mese sono sopra o sotto il pareggio? Se aspetti il bilancio per saperlo, lo scopri con dieci mesi di ritardo, quando ormai non puoi più cambiare niente.
Quanto ci metto a vedere il primo risultato?
Cinque minuti. I numeri della prima diagnosi li hai già in testa: quanto incassi, quanto ti costa fisso ogni mese, quanto ti costa ogni vendita. Non devi importare niente, non devi collegare il conto corrente e non serve nessuno che te lo venga a installare.
Quanto costa provarlo?
Niente, per quattordici giorni, e senza carta di credito. La prova ti dà il punto di pareggio e il ritorno sull'investimento: le due cose che bastano per capire se il resto vale la spesa. Il resto — simulatore, magazzino, confronto col tuo settore — sta nei piani a pagamento, e i prezzi li vedi dentro prima di impegnarti in qualsiasi cosa.
I miei numeri dove finiscono?
Restano tuoi. Non li vendiamo, non li giriamo a nessuno e non li usiamo per altro. Nella privacy policy trovi scritto chi li tratta e per quale scopo, senza giri di parole. E puoi cancellare l'account, e con lui i dati, quando vuoi.